Cineclub Louis & Auguste Lumière - Stagione cinematografica 2002 - 2003
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Scheda del film
Prendimi l'anima
Prendimi l'anima
 
 
Titolo originale: idem
 
Nazione e anno: Italia/2002
 
Durata: 102 m.
 
Interpreti: Iain Glen, Emilia Fox, Jane Alexander, Craig Ferguson, Caroline Ducey
 
Regia : Roberto Faenza
Venerdì 30 Maggio, dopo la proiezione, dibattito con la partecipazione di:

Prof. Carmelo Conforto, psicoanalista

Dot.ssa Larissa Sazanovitch, psicologa

 

Il film narra di Sabina Spielrein, giovane paziente dei due luminari della psicoanalisi Freud e Jung, e del triangolo che si formò tra di loro dopo che Sabina divenne amante di Jung. Basato sul carteggio segreto tra i tre, trovato casualmente nel 1977, a Ginevra, negli scantinati del Palais Wilson - sede dell'Istituto di Psicologia svizzero - il film narra tutta la vita di Sabina, una giovane ebrea di una ricca e colta famiglia russa, che fu la prima paziente isterica trattata e guarita col metodo freudiano. Non solo il rapporto con Jung, che fu rivelato da una lettera anonima inviata alla madre di lei, fu da lui negato e vide Freud schierato con Jung contro di lei, che pure aveva accettato come allieva. Inoltre Faenza – grazie ad una ricerca ventennale ed attraverso la testimonianza dei ricercatori - racconta anche la vita di Sabina in Russia, ove era tornata dopo la laurea ed il matrimonio. Lì visse durante il periodo stalinista, che nel 1936 aveva bandito la psico analisi, e lavorò in un asilo infantile all'avanguardia fino a quando i nazisti la uccisero nel 1942 durante la seconda occupazione di Rostov sul Don, sua città natale, dove si era rifugiata con la figlia Renate.

Critica:

"A quanto racconta Faenza, il suo progetto più volte interrotto subì una svolta grazie all'incontro con l'ultimo sopravvissuto fra i piccoli allievi della Spielrein, che ispira alcune fra le scene più suggestive del film. Didascalica appare la cornice moderna (...) Così come gli snodi più obbligati (l'attacco nazista, ad esempio). Ma ogni volta che corre senza timore il rischio del kitsch, Faenza supera di slancio la freddezza che in passato frenava il suo cinema. Ben vengano insomma licenze storiche e poetiche se servono a smontare quel tabù che è, perfino per la psicoanalisi, il nostro corpo".
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero')

"C'era il rischio che tutto si risolvesse in chiave di alto pettegolezzo: ovvero nel discusso rapporto amoroso fra la giovane malata d'isteria e Carl Gustav Jung (...) Una di quelle passioni difficili da riferire senza fare di lei una rovina famiglie e di lui un pavido traditore del giuramento di Esculapio. In una cornice di perfetta credibilità ambientale, di cui va dato atto allo scenografo Giantito Burchiellaro e alla costumista Francesca Sartori, e attraverso la fotografia di Maurizio Calvesi che lega bene con le citazioni dei quadri di Klimt, 'Prendimi l'anima' mantiene spessore e dignità". (Tullio Kezich, Corriere della Sera)


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