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Interviste con la storia | Fatti e rifatti | Cultura a Genova | Giampiero Orselli

 

DDR - DIZIONARIO DELLA RUMENTA
di Giampiero Orselli
SCAVENGER: WHY, WHO, WHERE?

Come possiamo difenderci dalle montagne di rifiuti che ci circondano? Semplice, utilizzandole. La maggior parte delle persone non ama i bidoni della spazzatura e li frequenta giusto il tempo per posare il sacchetto nero e fuggire via, quasi con vergogna. Gli sciocchini, pensano che se qualcosa è stato buttato via, vuol dire che non ha valore, mentre un bravo scavenger sa che i bidoni sono la memoria storica del nostro tempo e conosce le perfette geometrie che si celano dietro la spazzatura di ogni città. Rovistare è una scienza e per impararla ci vuole dedizione, spirito di sacrificio, passione. E, magari, l'unico manuale per rovistatori - scavanger in inglese - esistente al mondo. Questo.
Buona lettura.

CULTURA FUNZIONE SOCIALE GADGET-WORLD GIGANTI GIORNALI LEONIA MUSICA NECROLOGI
OLTRETOMBA PRET- à- PORTER RUMENTA SCARPE SCAVENGER SERPENTI TOPI TRASH AND ZEN

 

CULTURA - In ogni città, ci sono alcuni bidoni coltissimi e, solitamente, si trovano di fronte alle librerie che acquistano libri usati. Molte persone vanno lì con vagonate di libri (che, come si sa, sono oggetti molto pesanti) e, se il negoziante si rifiuta di acquistarli, perché hanno scarso interesse commerciale, piuttosto che riportarli a casa li gettano nei bidoni più vicini al negozio. Questi contenitori sono una vera e propria biblioteca self-service per i rovistatori più colti. Infatti, i libri buttati via, anche se non hanno alcun valore commerciale, ne hanno molto dal punto di vista culturale. Si può davvero trovare di tutto: antiche edizioni, rarità editoriali, libri scolastici, atlanti, thriller, romanzi rosa, manuali di cucina, breviari, messali, spartiti musicali, riviste, cataloghi d'arte, canzonieri, album di fotografie, elenchi telefonici, stradari, diari, quaderni da disegno, cataloghi di mostre, libri in lingua straniera, vocabolari, dizionari, rimari, enciclopedie, fascicoli, libri di poesia eccetera eccetera, fumetti. Buona lettura.
FUNZIONE SOCIALE - Nei bidoni in prossimità dei luoghi turistici, delle fermate del tram e delle stazioni ferroviarie, è facile trovare portafogli e borsette che sono state abbandonati dai ladruncoli che li hanno sottratti ai turisti e ai viaggiatori dei mezzi pubblici. In questi casi, scatta la funzione sociale del bravo scavenger. Spesso il ladro si accontenta di tenere i soldi e abbandona il portafoglio e la borsetta con tutti i documenti e gli oggetti personali dentro. Il derubato sarà felicissmo di ritrovare almeno questi oggetti che lo ripagheranno, almeno in parte, del furto subito. E' compito dello scavenger farglieli riavere. Basterà che li porti a una stazione dei vigili o all'ufficio oggetti smarriti del Comune. Oppure potrà restituirli direttamente al proprietario utilizzando l'indirizzo sui documenti (c'è anche la possibilità che ci scappi una bella ricompensa, non si sa mai).
GADGET-WORLD - I principali giornali italiani, da anni si combattono a colpi di gadget per conquistare qualche lettore in più. Questa guerra ha viso un escalation terrificante, al punto che se oggi compri un quotidiano ti ritrovi in mano una decina di fascicoli sugli argomenti più disparati: Cucina, Internet, Storia, Geografia, Letteratura, Internet, Computer, Botanica, Religione, Turismo, Musica, Balletto Classico, Bricolage. Questi inserti finiscono quasi tutti nei cestini della spazzatura o nei contenitori della raccolta differenziata, per cui, se ti interessano e non hai voglia di acquistare il giornale, sai dove andarli a cercare.
GIGANTI - I contenitori per i rifiuti ingombranti sono un mondo a sé. Con questo tipo di rifiuti si può arredare un appartamento intero. Mobili, comodini, armadi a quattro stagioni, specchiere attaccapanni, reti per il letto, frigoriferi, lavatrici, tavoli, lampade, pianoforti. Basta una mano di vernice e via, sono perfetti. Un oggetto ricorrente in questi grandi bidoni è il televisore, una volta quello in bianco e nero, oggi anche a colori, perfettamente funzionante ma abbandonato perché sostituito con quello ultimo modello. I migliori sono quelli a valvole, straordinari ma difficili da riparare (qualche volta capita di trovare anche le valvole). Spesso, intorno ai contenitori dei rifiuti ingombranti scoppiano risse tra due o più scavenger che hanno puntato l'occhio sullo stesso comodino. Niente da preoccuparsi: il mondo della spazzatura è ancora selvaggio, come il vecchio west, dove vige la legge del più forte. Anche questo è il suo fascino
GIORNALI - I giornali sono anche utili per proteggersi dal freddo (messi sotto il maglione non fanno passare l'aria e la cosa è particolarmente utile quando sei alla guida del motorino), per accendere il fuoco, per fare pupazzi di cartapesta, per coprire il pavimento quando si deve dare il bianco, per fasciare la verdura, per assorbire l'acqua caduta per terra quando fai il bagno al cane, per imbottire il divano rotto, per realizzare cappellini e aeroplanini di carta. Qualche volta, si possono anche leggere.

LEONIA (1972) da Le città invisibili di Italo Calvino

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra le lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall'ultimo modello di apparecchio radiofonico.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia di ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali di imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che vengono fabbricate, vendute, comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sè, il mondarsi da una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato di un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché, una volta buttata via la roba, nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo, ma ogni anno la città si espande, e gli immondenzai devono arretrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste si innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E' una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.

Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba, più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta sé stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature di ieri che si ammucchiano sulla spazzature dell'altro ieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.

Il pattume di Leonia, a poco a poco, invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, aldilà dell'estremo crinale, immondezzai di altre città, che anch'esse respingono lontano da se montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari di anni trascorsi, fiori secchi, sommergerà la città del proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quelle delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti con i rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.

MUSICA - Una vecchia chitarra senza corde è uno degli oggetti più belli che tu possa trovare in un bidone della spazzatura. Indescrivibile la felicità che potrai ricavare dal restaurarla. Spesso basta solo mettere le corde nuove e la chitarra ritrova la voce e pare che voglia quasi ringraziarti. Le chitarre si trovano spesso in prossimità dei villaggi degli zingari ma anche altrove. Ogni posto è buono.
Una leggenda racconta che a Genova c'è un bidone nel quale periodicamente appaiono antichi spartiti musicali. La spiegazione sta nel fatto che in quell'angolo di strada, vicino a piazza Banchi, nel 1682, il celebre compositore Alessandro Stradella fu accoltellato da un marito geloso. Magie della musica (e della spazzatura)
NECROLOGI - La tecnica dei necrologi è utilizzata soltanto dai scavenger più smaliziati e consiste nel leggere ogni giorno il quotidiano cittadino alla pagina dei necrologi e scegliere quello più adatto a una missione speciale. Ad esempio, se trovi un necrologio del tipo - Avv. Attilio Colapresti. Anni 72. La moglie e i figli danno il triste annuncio della sua scomparsa.- immediatamente prendi l'elenco telefonico e cerca sull'elenco l'indirizzo dell'avvocato Colapresti. Una volta identificatolo, mettiti in agguato davanti alla sua abitazione e cerca il bidone della spazzatura più vicino al portone. Avrai buone possibilità di trovare gli abiti e gli oggetti personali dell'avvocato, che i parenti si sono affrettati a gettare nella spazzatura. La tecnica del necrologio permette spesso di fare un buon bottino, basta che tu sappia scegliere i trapassati giusti, a seconda dei tuoi interessi.
OLTRETOMBA - I bidoni della spazzatura dentro i cimiteri sono davvero particolari perchè vengono utilizzati dagli spiriti dei morti. Vi si trovano piccoli oggetti privi di valore ma densi di significato. I morti se li sono trovati nelle tasche al momento del trapasso e non sanno che farsene, così li buttano. Sono orologi da tasca, penne stilografiche, foto di parenti, fazzoletti di raso, pipe, portasigarette. Taluni sono anche preziosi ma è meglio lasciarli dove sono. Pare che portino male.
PRET- à- PORTER - I bidoni della spazzatura sono pieni di vestiti usati che la gente getta via per varie ragioni (vedi Necrologi). Quasi sempre sono abiti che si possono ancora usare. Basta una lavata e via. Certe volte è bello tingerli per adattarli ai propri gusti e al proprio stato d'animo. Certe volti sono abiti di marca, nuovi di zecca. In questo caso è facile che siano stati rubati. Infatti i ladri li sottraggono ai loro legittimi proprietari, svuotano le tasche e li abbandonano. Certi bidoni sono delle vere e proprie boutique. Tutta roba griffata, di grande qualità, Armani, Valentino, Moschino. Se dentro l'abito c'è l'indirizzo del proprietario, vale la regola del portafoglio e delle borsette sennò, tanto vale, indossarli. Questi abiti sarebbero perduti per sempre se tu non li riportassi alla luce, salvandoli dall'inceneritore.

RUMENTA - E' il termine genovese per indicare la spazzatura ed è diventato popolare grazie a un celebre rosso pupazzo televisivo dall'inconfondibile parlata ligure. Rumenta è una parola latina che significa trucioli di falegnameria, ovvero resti inutilizzabili destinati ad essere buttati via. In realtà sono i coriandoli di un carnevale, la testimonianza di una grande festa a cui tu avrai l'occasione di partecipare ogni giorno e senza spendere una lira.
A proposito di rumenta, il poeta dialettale genovese Nicolò Bacigalupo (1838-1904) fanoso per una versione in dialetto dell'Eneide, scrisse una lunghissima ode alla rumenta che inizia più o meno così:

O CANTO DA RUMENTA
Chi villezza in sce o Parnaso
O s'angoscia, o s'accimenta
Se o s'intoppa a da do naso
In tu muggio de rumenta
Ben diverso mi da quello
Me ghe levo de capello
E saluo profondamente
Con rispetto ed umiltae
Sto rifiuto puzzolente
Da superba umanitae
(Chi villeggia sul Parnaso
si angoscia e si disgusta,
se si trova a sbattere il naso
in un mucchio di spazzatura
Ma io non sono così
Io mi levo tanto di cappello
e saluto profondamente,
con rispetto e umiltà,
quel rifiuto puzzolente
della superba umanità.)

Seguono più di cinquecento versi dedicati a magnificare la gloria della rumenta e a prendersi gioco di chi la snobba sentendosi superiore. Ma, alla fine della sua ode, Bacigalupo ha un moto di orgoglio e rivendica la superiorità degli uomini rispetto alla rumenta, in quanto dotati di un'anima immortale:

Torna a materia organica
Sotto diversa forma
Ma no montà in superbia
No me marcià in sce l'orma
E avarda ben de mettite
Con l'ommo a tu per tu
Che o corpo a moeue ma l'Anima
A no moia mai ciù!
(Torna alla materia organica
sotto diversa forma
ma non diventare superba
e non cercare di seguirmi
e guardati bene da confrontarti con gli uomini,
poiché il corpo muore
ma l'anima vive per sempre!)

Vero... però anche la rumenta ha un'anima, come abbiamo potuto constatare.

SCARPE - Capita anche di trovare scarpe di pregio, Timberland, Varese, Clark. Un consiglio: non disinfettarle mai con lo spirito perché scioglie la colla e, dopo pochi passi, ti ritrovi con i piedi fuori. Meglio indossarle così come sono, "pret a portèr". Le scarpe sono magiche e conservano l'anima di chi le ha portate. Se uno trova le calzature giuste può arrivare anche molto lontano.
SCAVENGER (AROUND THE WORLD) - A Città del Messico gli scavenger si chiamano pepenadores, sono più di ventimila e si dividono le discariche a zone, famiglia per famiglia. In Egitto, invece, si chiamano zabaline e uniscono l'attività di rovistatori a quella di allevatori di maiali, in modo razionale e proficuo. In Giappone, si chiamano furosha e hanno costruito la montagna di spazzatura più alta del mondo, nel quartiere di Koto-Ku. Sempre in Giappone, un'agenzia di viaggi organizza giri tristici al Gomi Park (Parco dell'Immondizia) e offre un rinfresco con avanzi di una celebre ditta di catering (per un prezzo abbordabile). A Manila, c'è un'intera comunità che abita le "montagne fumanti" della spazzatura e sposta le proprie capanne seguendo l'avanzare dei rifiuti.
SERPENTI - Da anni, nei principali porti delle città europee, gira la leggenda della Quionga Maputo, la nave dei serpenti. Pare che, durante un viaggio in Africa, abbia caricato alcune strane uova. Durante il viaggio di ritorno, per il calore della stiva, le uova si sono aperte e ne sono usciti dei serpenti che si sono moltiplicati a velocità incredibile. Adesso la nave è piena di migliaia di retili che continuano a moltiplicarsi a ritmo vertiginoso e non resta che darle fuoco. E' una storia così bella che sembra quasi vera.

TOPI - Chiunque voglia dedicarsi alla nobile attività del rovistatore dovrà fare i conti con questi simpatici animaletti. Infatti, una recente statistica 'topografica' ha stabilito che ci sono otto topi per ogni abitante. Insomma gli abitanti hanno a disposizione una grande abbondanza di topi, mentre i topi sono molto carenti per quanto riguarda gli abitanti ma non se la prendono e continuano a svolgere alacremente il loro lavoro di roditori. E non c'è niente da fare per ridurre il gap quantitativo tra la popolazione umana e quella topastra, infatti i topi sono irriducibili. Un matrimonio tra topi, dura mediamente due anni, durante i quali la coppia sforna circa un milione di sorcini, di cui fortunatamente soltanto, un migliaio riescono a sopravvivere. Inoltre, i topolini sono abilissimi a sfuggire alle insidie dell'uomo e della natura. Sono ottimi nuotatori e viaggiano alla velocità di 72 chilometri al'ora, come ai tempi antichi, quando dalla Cina penetrarono in Oriente sull'orma dell'Orda d'Oro e arrivarono con i Crociati a Venezia, maledetti solennemente dalla Chiesa. I topi sono veri e propri buongustai e amano in particolar modo lo yogurt (ci infilano dentro la coda e se la leccano) il cioccolato e i super al-coolici. Come difenderti dal morso dei topi durante i tuoi "trash tour"? Non ci sono tecniche: basta che stai un po' attento.

 

Il cantautore genovese Max Manfredi ha dedicato un inno ai topi che la dice molto lunga:

 

I TOPI (Max Manfredi)

Otto topi a testa per ogni cittadino
il topo brutta bestia infettivo e assassino
otto topi e tu comprendi che non è una fandonia
in questa babilonia, babilonia dei misci (poveri).

Città dura che combatte perché in mente ha già un dopo
fatto a misura d'uomo, d'uomo e non di topo
città che scava e scava la metropolitana
alla faccia dei topi figli di pantegana.

Otto topi otto topi otto topi otto...

Ci sono cartelloni dentro i sottopassaggi
otto topi nei paraggi, otto topi tra i coglioni
il copyright sveglio studia il topo dal vivo
lo dipinge cattivo per farlo odiare meglio.

Otto topi lì stampati davanti al tv color
anche il telecomando ormai è in mano loro
plagiato da Sanremo e da gatta berluscona
il topo non è scemo però è di bocca buona.

Otto topi...

Una pioggia rovente si rovescia sulla città
che adora il Dio serpente senza limiti d'eta
e sul delirio tremens di un vecchio in subaffitto
che dibatte civilmente con le cimici che pendon dal soffitto
e litiga col ragno per l'uso del bagno.

La pioggia sbroda e scrocia e la pioggia scroscia e sbroda
lava via tracce d'angoscia lava il male con la soda
e i topi fanno per fuggire via dalla topografia
di un ghetto senza scopi.

Otto topi anabattisti otto topi annegabondi
si imbelinano nei fondi con i peli freddi e tristi
otto topi zuppi rompono la bella simmetria
di un passaggio di pseudo yuppie ai lati della via.

Otto topi ....

Otto topi fracidi in cerca di un ospizio
si tuffano negli acidi del degrado edilizio
otto topi superstiti lanciando alte le grida

TRASH AND ZEN - Rovistare nella spazzatura, oltre che un'arte, è anche una pratica spirituale. Infatti il vero scavenger crede che ogni oggetto sia animato da uno spirito vitale che va preservato nel tempo e sente come una missione il compito di salvare dall'inceneritore i libri, i vestiti, le calzature, gli strumenti musicali, i mobili e gli oggetti che raccoglie nella spazzatura, per dare loro una nuova vita. Inoltre, se ne frega dei consigli per gli acquisti che impongono di gettare via la roba vecchia per acquistarne della nuova, magari peggiore e inutile. Egli vive fuori dalle regole della società consumistica e si muove in una realtà parallela, completamente assorbito dalla sua missione spirituale. E' un po' come il monaco di un celebre film giapponese (L'arpa birmana di Kon Ichikawa - 1956) che girava per la Birmania con il compito di seppellire tutti morti della guerra. Lo scavenger fa lo stesso, solo che il suo compito è di disseppellire tutti gli oggetti e riportarli in vita.
WORLD WIDE TRASH - La rete telematica di Internet è piena di spazzatura fino al collo. Basta attivare un qualsiasi motore di ricerca e provare a inserire le parole spazzatura, trash o rumenta. Verrà fuori di tutto. Più in generale, Internet è un enorme bidone della spazzatura dove chiunque può riversare i propri rifiuti e, in questo, rispecchia perfettamente il più grande bidone del mondo: il mondo stesso.

 

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