disegno di Denise Tunolo

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FATTI E RIFATTI

La battaglia di Via Buranello

Eran duemila, eran giovani e forti
e pugnavano lungo le scale
tutti in fila, pigiati, contorti
per raggiunger la sede centrale
dell'ufficio di collocamento,
ammassati in modo bestiale
procedevano senza un lamento
come Dante, in un canto infernale.

Il passante di via Buranello
che vedeva l'ignobile scena
si chiedeva: "Che è stò macello?"
e nel cuore provava gran pena
a saper che a conquider l'avello
v'è una torma furente e oscena
di aspiranti precario-bidello,
travolgenti come un fiume in gran piena.

Egli pensava che tanto sfracello
portasse a ben altro obbiettivo,
che ne so, un lavoro più bello
più eccitante, curioso, creativo,
ma menarsi per fare il bidello,
non gli parve un decente motivo,
per di più in via Buranello,
al mattino, in periodo estivo.

Poi il passante si fa corrucciato,
con la mano si batte la testa
il suo sguardo diviene velato
indi il passo, improvviso, s'arresta:
"Pure io son disoccupato!"
e si scaglia con la lancia in resta
come verso un miraggio fatato
e combatte, percuote, si pesta.

Per concludere, credete a me,
non ci resta che dire così:
"Il lavoro più duro che c'è
è cercare lavoro, oggidì".

 

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